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Annali dell'Istituto Superiore di Sanità

Print version ISSN 0021-2571

Ann. Ist. Super. Sanità vol.47 n.4 Roma Dec. 2011

http://dx.doi.org/10.1590/S0021-25712011000400023 

WHO PUBLICATIONS

 

 

Edited by Anna Maria Rossi

 

 

 

Si può essere chiamati a collaborare come membri dello staff o come volontari in caso di grave disastro oppure trovarsi sulla scena di un incidente con feriti. Quale insegnante o operatore sanitario ci si può trovare a colloquio con qualcuno che fa parte della stessa comunità, testimone della morte violenta di un suo caro. Questa guida intende far conoscere le cose da dire e da fare nei riguardi di persone che si trovano in uno stato di profonda angoscia. Fornisce informazioni su come gestire una nuova situazione in modo sicuro per sé e per gli altri, senza che le azioni del singolo provochino alcun tipo di danno.

Il primo soccorso psicologico è stato raccomandato da molti gruppi di esperti internazionali e nazionali, tra i quali l'Inter-Agency Standing Committee (IASC - Comitato permanente interagenzie) e il Progetto Sphere. Il primo soccorso psicologico rappresenta un'alternativa al debriefing psicologico. Nel 2009, il WHO mhGAP Guidelines Development Group (Gruppo di sviluppo di linee guida del Programma WHO di azione globale per la salute mentale) ha valutato le evidenze relative al primo soccorso psicologico e al debriefing psicologico, concludendo che il primo soccorso psicologico, piuttosto che il debriefing, debba essere offerto alle persone che si trovano in uno stato di stress severo a seguito dell'esposizione a un evento traumatico.

La guida è stata realizzata per ottenere un consenso largamente condiviso sui materiali da utilizzare nel primo soccorso psicologico nei Paesi a basso e medio reddito. Le informazioni in essa fornite sono da considerarsi un modello, da adattare in modo appropriato ai contesti locali e alla cultura dei singoli. Approvata da molte agenzie internazionali, la guida riflette gli aspetti scientifici emergenti e il consenso internazionale su come dare sostegno alle persone nelle situazioni immediatamente successive a eventi estremamente stressanti.

 


 

 

Il Global Atlas on Prevention and Control of Cardiovascular Diseases è il secondo Atlante sull'epidemia mondiale di malattie cardiovascolari, pubblicato dalla WHO. Le malattie cardiovascolari sono in testa alle epidemie di malattie non infettive, contribuendo a circa un terzo di tutti i decessi nel mondo, esattamente 17.300.000 decessi l'anno.

L'Atlante 2011 è stato realizzato utilizzando pubblicazioni e basi di dati prodotte e mantenute dalla WHO. Esso contiene capitoli su decessi e disabilità, fattori di rischio e determinanti comportamentali e metabolici, interventi basati sull'evidenza per la prevenzione e il controllo, assistenza sanitaria primaria, disuguaglianze, politiche, strategie, salute in tutte le politiche e monitoraggio delle malattie cardiovascolari.

Le forti differenze in relazione ai decessi, alle disabilità e alle tendenze nelle malattie cardiovascolari tra i Paesi ad alto reddito e tra quelli a basso e medio reddito, descritti nel volume, sono in larga parte collegati alle differenze nelle politiche pubbliche sia all'interno che all'esterno del settore sanitario, alla disponibilità di risorse finanziarie destinate alla salute, alla prevenzione e alle procedure di individuazione precoce di malattie, all'accessibilità dello staff sanitario ai servizi di diagnosi, trattamento e assistenza primaria. L'Atlante può anche essere utilizzato come base per monitorare le tendenze e per valutare i progressi raggiunti dai vari Paesi nell'affrontare l'epidemia cardiovascolare.

 


 

 

Il Progetto Atlas della WHO ha l'obiettivo di raccogliere, produrre e diffondere informazioni sulle risorse dedicate alla salute mentale nel mondo. L'edizione 2011 presenta informazioni dettagliate, provenienti da 184 Stati Membri, sulle risorse disponibili per la cura e la prevenzione dei disturbi neuropsichiatrici a livello mondiale, sia per Regione OMS che per categoria di reddito.

L'Atlante 2011 indica che le risorse in salute mentale sono inadeguate per la maggior parte dei Paesi; inoltre, le risorse per regione e per livello di reddito sono sostanzialmente disuguali, e in molti Paesi esse sono nel complesso estremamente limitate. Confrontando le edizioni 2005 e 2011 dell'Atlante, si può notare un loro piccolo aumento. Tuttavia, tali aumenti si riferiscono in gran parte ai Paesi ad alto e medio reddito, e non a quelli a basso reddito. I risultati presentati nel volume rinforzano la necessità urgente di aumentare le risorse destinate alla salute mentale all'interno dei singoli Paesi.

 


 

 

Molte strategie per ridurre i cambiamenti climatici hanno grandi e immediati benefici sulla salute, mentre altre ancora possono costituire dei rischi. A un esame sistematico, emergono nuove misure da adottare per affrontare i cambiamenti climatici.

La serie WHO "Health in the Green Economy" passa in rassegna le evidenze relative agli impatti previsti sulla salute derivanti dalle strategie di riduzione dei cambiamenti climatici per settori chiave dell'economia, sia in termini di "co-benefici" che di rischi. La serie mostra come una migliore progettazione degli edifici, dei trasporti e delle politiche energetiche possa produrre significativi "co-benefici" e possa contribuire a prevenire un aumento del carico globale di malattie non infettive. Esaminata attraverso questa lente, emerge una nuova dimensione di emergenze a supporto di "strategie winwin" per la salute, il clima e lo sviluppo sostenibile.

In questo primo rapporto, dedicato al settore immobiliare, sono identificate opportunità per potenziali sinergie tra salute e ambiente.

 


 

 

L'impatto dell'inquinamento acustico sulla salute rappresenta un problema di sempre maggiore preoccupazione. Nell'Europa occidentale almeno un milione di anni di vita sono persi ogni anno per danni causati dal rumore del traffico.

Il volume riassume le evidenze sulla relazione tra l'inquinamento acustico e gli effetti sulla salute, che comprendono: malattie cardiovascolari, difficoltà di apprendimento, disturbi del sonno, disturbi auricolari, e irritazione. Per ognuno di questi effettiè applicato il carico ambientale di malattia – basato sulla relazione esposizione-risposta, distribuzione dell'esposizione, prevalenza della malattia e incidenza di disabilità – per calcolare il carico di malattia in termini di anni di vita aggiustati per disabilità. Non sono a oggi disponibili i dati per il resto della Regione Europea WHO.

Il volume fornisce ai policy-maker e ai loro consulenti un supporto tecnico per una valutazione quantitativa del rischio dell'inquinamento acustico. Le autorità internazionali, nazionali e locali possono utilizzare la procedura illustrata per una stima dei carichi al fine di fissare priorità programmare politiche ambientali e di salute pubblica.

 


 

 

Rapporto della Commission on Information and Accountability for Women's and Children's Health (Commissione sull'informazione e la responsabilità della salute delle donne e dei bambini) alle Nazioni Unite. Le dieci raccomandazioni emanate dalla commissione riguardano il miglioramento delle informazioni per ottenere risultati più affidabili, il miglioramento del monitoraggio delle risorse, e una maggiore sorveglianza sia sui risultati che sulle risorse disponibili a livello nazionale e globale.

 


 

 

Il personale sanitario di comunità e le comunità stesse nel loro insieme svolgono spesso ruoli chiave in caso di emergenze sanitarie, come nel caso di epidemie di malattie. Le conoscenze a livello locale e quelle relative agli specifici contesti culturali e sociali rinforzano il ruolo svolto dal personale sanitario, che si trova spesso in prima linea durante le emergenze sanitarie. Personale sanitario qualificato e ben informato riduce le tensioni e le richieste che gravano sul personale che offre assistenza sanitaria negli ospedali, nelle cliniche e in altri istituti, ogniqualvolta il sistema sanitario è in situazione di sovraccarico o confusione. Il personale sanitario di comunità svolge anche un ruolo nel migliorare l'accesso alla prevenzione e alla cura dell'influenza e di altre malattie comuni, e nel realizzare programmi di salute pubblica.

Questo materiale formativo intende sviluppare le capacità del personale sanitario di comunità per fornire supporto alle comunità stesse, che devono agire in modo più efficace durante le epidemie influenzali, riducendo in questo modo la mortalità per influenza e alleviando la pressione sui servizi sanitari durante le emergenze sanitarie.

 


 

 

Nel 2010 la Stop TB Tuberculosis, il WHO Stop TB Department e il Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria hanno organizzato congiuntamente un incontro e workshop di esperti sulla ricerca operazionale, a cui hanno fatto seguito consultazioni internazionali. L'obiettivo è stato quello di identificare le aree di priorità nelle quali le lacune di conoscenze impedivano la realizzazione ottimale di attività di controllo della tubercolosi. I risultati sono stati alla base di questa pubblicazione.

Il volume si pone quindi come base per costruire evidenze per una realizzazione efficace di programmi sulla tubercolosi. Fornisce una chiara tabella di marcia nella ricerca operazionale per aiutare i Paesi nel migliorare la realizzazione di attività di controllo della tubercolosi in aree critiche. Le questioni di priorità indicate in questo volume sono in linea con il Stop TB Partnership's Global Plan to Stop TB 2011-2015.